Cartongesso - Francesco Maino

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Cartongesso

Cartongesso
Francesco Maino

Novità del 02/04/2014

Descrizione

«lo spritz è la risposta, la nuova eucaristia, 1/3 vinello bianco, amabile, 1/3 aperol ovvero campari, 1/3 selz, fettina di limone, ghiaccio, due euro, bevetene tutti, questo è il nuovo sangue arancione versato per la rimozione dei peccati (…)
I trentacinque (35) bar d’Insaponata di Piave sono disperatamente popolati nei week-end soprattutto da questi capannoidi e da queste femminine. Ognuno ha il proprio bar, un bar del cazzo in cartongesso, cartongesso, penso, metà cartone, metà gesso, il cartone delle baracche da dove tutti proveniamo, il gesso che si sfarina come cocaina, quella che tutti aspirano, il bar, il proprio porto franco, il proprio atollo, i propri disperati prosecchi, le disperate bollicine, i disperati vodka tonic, i disperati spritz al Select, i vinelli piú disperatamente strutturati, i rossi importanti, anch’essi disperatamente soli.
(…) Il nuovo umanesimo è l’umanesimo della mescita, il rinascimento dell’aperitivo. Questo è il paese delle cose che stanno morendo. No. Questo è il paese dei corpi. Un paese pieno di corpi. Corpi che si svegliano morti, escono morti di casa, tornano morti; corpi che parcheggiano, scendono, sputano, corpi che si salutano, sbadigliano, bestemmiano sempre, fatturano».

Francesco Maino, Cartongesso

***

Francesco Maino è un nome nuovo, ma destinato a durare. Cartongesso, il suo libro d’esordio, ha vinto il Premio Calvino 2013, e cioè il premio dedicato ai libri inediti che nelle edizioni passate ha visto spiccare nomi che si sono imposti nel panorama letterario nazionale, tra cui quelli di Marcello Fois, Susanna Tamaro, Paola Mastrocola, Mariapia Veladiano, Riccardo Gazzaniga, Fulvio e Luisa Ervas, Martino Ferro, Flavio Soriga, Giusi Marchetta.

Recita il comunicato della giuria composta da Irene Bignardi,  Maria Teresa Carbone, Matteo Di Gesù, Ernesto Ferrero ed Evelina Santangelo:

«La Giuria decide di assegnare il Premio Calvino 2013 a Cartongesso di Francesco Maino per la sua natura felicemente ibrida (non è un romanzo né un saggio né un pamphlet) ‒ un difficile azzardo che nulla toglie alla sua capacità di coinvolgimento ‒ e per la straordinaria potenza inventiva della lingua. Un’invettiva contro il disfacimento del Veneto (e, per sineddoche, dell’intera nazione) e la sua trasformazione in un non-luogo di consumi banali, di vite perse in una generale omologazione, di cui è emblema la corruzione della parola. Il libro è un bilancio insieme personale e collettivo, nel quale la disperazione di un individuo e il suo intenso e inquieto disagio diventano una foto di gruppo antropologicamente esatta ed espressivamente efficace».

Cartongesso – che esce proprio nei giorni in cui il Veneto, con la sua tensione indipendentista, affolla le pagine dei giornali – è un libro che affonda le sue radici nel mondo in cui viviamo, è un’invettiva viscerale e drammatica contro un Paese in caduta libera. È un urlo modulato da una voce furibonda, autentica, e da una scrittura apocalittica con una portentosa violenza evocativa. Non c’è consolazione in queste pagine, nessuna catarsi: solo letteratura.

Arzadv